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Controlli fiscali per gli enti non profit

Con la circolare 16/E del 28 aprile 2016 l'Agenzia delle Entrate precisa la strategia di contrasto delle frodi e delle forme di evasione più grave, esemplificato poi nell'Atto di indirizzo per gli anni 2016-2018.

L'evasione fiscale è un grave problema per il Paese, toglie risorse importanti, altera la libera concorrenza e distorce le scelte economiche, creando inefficienze nel mercato e situazioni di non equità. Per contrastarla nel documento si precisa che l'attività di prevenzione e contrasto all'evasione deve essere prioritariamente finalizzata a:

  • ridurre il tax gap;
  • migliorare la qualità delle attività di accertamento e verifica;
  • ridurre l'invasività dei controlli;
  • favorire l'integrazione dei processi automatizzati di controllo tra più amministrazioni;
  • favorire la tracciabilità dello stato dei procedimenti.

Con riferimento al Terzo Settore si rende necessario individuare i soggetti che apparentemente si presentano come "non profit", ma in realtà svolgono vere e proprie attività lucrative in settori tipicamente commerciali. Pertanto, occorre evitare di perseguire situazioni di minima rilevanza economica e tenere comunque conto del contesto sociale in cui operano, come nei casi, ad esempio, in cui l'attività istituzionale sia rivolta ad anziani, a soggetti svantaggiati oppure riguardi la formazione sportiva per ragazzi (scuole calcio, tennis, pallacanestro ecc.).

Attività di vigilanza degli enti non profit

L'attività di vigilanza si concretizza in queste tipologie di verifica:

  1. controlli legali, ossia la verifica del rispetto del codice civile e della disciplina speciale, e statutari, finalizzati a verificare la coerenza tra norme di legge e disposizioni statutarie nonché la corretta applicazione da parte dell'ente di queste ultime;
  2. controlli sulle attività dell'ente, quindi la conformità ai principi di corretta amministrazione;
  3. controlli fiscali, ossia tutte le verifiche del rispetto della normativa fiscale, con particolare riferimento alle disposizioni sull'imposizione diretta e indiretta (l'oggetto esclusivo o principale dell'ente sia di natura non commerciale, il reddito prodotto sia destinato ai fini istituzionali, la natura giuridica dell'ente, il rispetto del divieto di lucro soggettivo ecc.).

La revisione contabile degli enti non profit

Con "revisione contabile" si intende l'insieme di operazioni di controllo contabile e amministrativo sul bilancio ovvero sul rendiconto.
L'organo di revisione accerta se viene tenuta una contabilità separata per le attività commerciali; se l'impianto o l'organizzazione amministrativa sono congrui alla dimensione e/o all'attività esercitata; verifica che le scritture contabili siano regolarmente tenute ed archiviate in base a quanto previsto dalla legge; verifica la correttezza del piano dei conti in base alla natura dell'ente; controlla se la forma di bilancio è appropriata all'ente; accerta la corrispondenza tra le scritture contabili e i dati risultanti dal bilancio ecc.

Nello specifico vi presentiamo alcuni dei principali controlli che possono essere effettuati per tipologia di ente.

Controlli per le associazioni

  • che sia stata costituita rispettando l'art. 14 del Codice Civile
  • che abbia ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica
  • che lo scopo aderisca effettivamente a quello indicato nello statuto
  • che l'assemblea sia convocata almeno una volta all'anno per l'approvazione del bilancio con mezzi idonei ad assicurare un'adeguata pubblicità tra gli associati che il contenuto dell'ordine del giorno e le singole deliberazioni del consiglio di amministrazione siano valide rispetto alla legge e allo statuto che gli atti amministrativi presi dagli amministratori siano coerenti con la legge e con lo statuto
  • che il patrimonio e il fondo associativo siano esistenti ed adeguati a garantire il pieno adempimento delle obbligazioni assuntea
  • che il fondo associativo e le risorse vengano impiegate per il perseguimento dei fini indicati dallo statuto, né siano restituiti agli associati al termine o durante la vita dell'associazione (art. 37 del Codice Civile) che i disavanzi di gestione non compromettano la continuità aziendale
  • che non si verifichino cause di estinzione dell'ente (raggiungimento dello scopo, impossibilità di conseguirlo, scarsità del patrimonio ecc. secondo quanto previsto dallo statuto) che i beni della persona giuridica (in caso di liquidazione) siano devoluti in conformità dell'atto costitutivo o dello statuto

Controlli per le fondazioni

  • che l'atto sia stato redatto in forma pubblica
  • che gli amministratori predispongano e approvino il bilancio che il contenuto dell'ordine del giorno e le singole deliberazioni del consiglio di amministrazione siano valide rispetto alla legge, alle disposizioni del negozio di fondazione e dello statuto che gli atti amministrativi siano coerenti con la legge, il negozio di fondazione e lo statuto
  • che il patrimonio e il fondo di dotazione siano esistenti ed adeguati a garantire il pieno adempimento delle obbligazioni assunte che il fondo di dotazione e delle risorse della fondazione siano destinati al perseguimento dei fini indicati dallo statuto e non siano utilizzati diversamente
  • che le perdite di gestione non compromettano la continuità aziendale
  • che non si verifichino cause di estinzione della fondazione (raggiungimento dello scopo, impossibilità di conseguirlo, scarsità del patrimonio ecc.) che i beni della persona giuridica (in caso di liquidazione) siano devoluti in conformità dell'atto costitutivo o dello statuto

Controlli per organizzazioni di volontariato

  • che l'organizzazione sia regolarmente iscritta nel Registro delle Organizzazioni di Volontariato
  • che abbia ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica
  • che persegua concretamente fini di solidarietà e non si tratti di un'operazione di facciata per raggiungere finalità diverse
  • che si avvalga delle prestazioni gratuite di volontari, a cui siano corrisposti solo rimborsi spese nei limiti stabiliti dall'organizzazione stessa e dall'art. 2 della legge 266/91
  • che esistano una pluralità di associati, ammessi rispettando i criteri di ammissione
  • che le cariche associative siano effettivamente gratuite
  • che l'organizzazione funzioni secondo principi di democrazia
  • che l'assemblea sia convocata almeno una volta l'anno per l'approvazione del bilancio
  • che il contenuto dell'ordine del giorno e le singole deliberazioni del consiglio di amministrazione siano valide rispetto alla legge e allo statuto che gli atti amministrativi presi dagli amministratori siano coerenti con la legge e con lo statuto
  • che il patrimonio e il fondo associativo siano esistenti ed adeguati a garantire il pieno adempimento delle obbligazioni assunte
  • che il fondo associativo sia destinato al perseguimento dei fini indicati dallo statuto e non siano utilizzati diversamente
  • che il fondo associativo non sia restituito agli associati
  • che le perdite di gestione non compromettano la continuità aziendale
  • che l'ente abbia stipulato coperture assicurative
  • che i beni rimanenti a seguito di scioglimento, cessazione ed estinzione dell'organizzazione siano devoluti ad altri organi di volontariato che abbiano lo stesso scopo

Controlli per le cooperative sociali

  • che siano iscritte nel registro prefettizio e negli albi regionali
  • che siano perseguiti gli scopi
  • che l'attività svolta dalle cooperative di tipo A rientrino effettivamente nelle attività socio-sanitarie ed educative e quelle di tipo B producano effettivamente condizioni di inserimento lavorativo di persone svantaggiate
  • che l'assemblea sia convocata almeno una volta l'anno con adeguata pubblicità
  • che gli organi direttivi siano eletti liberamente, che l'assemblea dei soci sia effettivamente sovrana
  • che il numero dei soci volontari rispetti quanto stabilito dalla legge 381/91
  • che non siano pagate retribuzioni né che siano rimborsate spese non adeguatamente documentate
  • che la consistenza e la destinazione del patrimonio persegua il fine istituzionale indicato dalla legge e dallo statuto
  • che siano rispettate le norme in materia di capitale sociale dettate dal Codice Civile per le cooperative
  • che non si verifichino cause di estinzione della cooperativa sociale
  • che, in caso di liquidazione, il patrimonio sia devoluto integralmente a enti con finalità analoghe

Controlli per organizzazioni non governative (ONG)

  • che sia stata riconosciuta idonea da parte del Ministero degli Affari esteri
  • che svolga effettivamente attività di cooperazione allo sviluppo delle popolazioni del Terzo Mondo (art. 3 legge 49/87) e che esse siano destinatari dell'attività dell'organizzazione
  • che l'ONG non abbia rapporti di dipendenza da enti con finalità di lucro, né sia collegata agli interessi di enti pubblici o privati,
  • che l'ONG fornisca adeguatamente garanzie per la realizzazione delle attività istituzionali e per la disponibilità di strutture e personale
  • che l'assemblea funzioni democraticamente, che sia convocata una volta l'anno
  • che il patrimonio sia sufficiente rispetto agli impegni assunti e sia destinato al perseguimento del fine istituzionale indicato dalla legge e dallo statuto che l'ONG non persegua finalità di lucro e destini ogni provento per fini istituzionali
  • che non si verifichino cause di estinzione dell'organizzazione
  • che il patrimonio, in caso di liquidazione, sia integralmente devoluto a enti con finalità analoghe

Controlli per le associazioni sportive dilettantistiche ASD

  • che lo statuto contenga le indicazioni previste dall'art. 90 della legge 289/2002
  • che l'attività sportiva sia rivolta ai soci tesserati
  • che sia realizzato l'oggetto associativo, ossia che venga svolta l'attività dichiarata nello statuto
  • che l'associazione sia iscritta nella federazione di riferimento (CONI)
  • che siano espletati correttamente gli adempimenti fiscali per gli enti che hanno richiesto il contributo del 5 per mille
  • che siano regolari le operazioni pubblicitarie e le sponsorizzazioni
  • che siano inquadrati correttamente i collaboratori ed erogati regolari compensi a istruttori e sportivi
  • che siano inquadrati correttamente gli immobili in cui viene svolta l'attività
  • che siano assenti movimentazioni finanziarie in contanti superiori a 1.000€
  • che abbiano esito positivo le ispezioni sanitarie di spogliatoi, locali per visite mediche ecc.

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