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Adempimenti contabili ass. non ric.

Enti associativi

Le associazioni non riconosciute sono enti di tipo associativo, disciplinate dagli art. 36-38 del Codice Civile, che non acquistano la personalità giuridica tramite il riconoscimento da parte dello Stato, come accade per le associazioni riconosciute.

Qualora le associazioni non riconosciute svolgano, seppur in via marginale, una qualsiasi attività commerciale, sorgono in capo ad esse una serie di obblighi contabili e fiscali.
I regimi contabili previsti per le associazioni non riconosciute sono di quattro tipologie:

-regime ordinario: obbligatorio per le associazioni non riconosciute che nel precedente esercizio di attività abbiano conseguito ricavi commerciali superiori ad euro 309.874,14 in caso di prestazioni si servizi e ad euro 516.456,90 in caso di svolgimento di altre attività.
E' obbligatoria la tenuta del libro giornale, del libro inventari, dei libri IVA, delle scritture ausiliarie nonché del registro dei beni ammortizzabili.
L'associazione è inoltre obbligata alla redazione del bilancio di esercizio e dell'inventario.

-regime semplificato: è previsto dall'art. 18 del D.P.R. 600/1973 e si applica alle associazioni non riconosciute i cui ricavi commerciali non abbiano superato i limiti previsti dal regime ordinario. Prevede l'esonero dalle scritture contabili stabilite dagli art. 14-16 D.P.R. 600/1973 –libro giornale, libro inventari, scritture ausiliarie, registro beni ammortizzabili, scritture ausiliarie di magazzino-.
Le associazioni che possono adottare il regime semplificato ex. art. 18 D.P.R. 600/1973 possono avvalersi anche della determinazione forfetaria del reddito di impresa, prevista dall'art 145 del TUIR, applicando all'ammontare di ricavi conseguiti nell'esercizio di attività commerciale, i coefficienti di redditività previsti.

-regime forfetario ex. L. 398/1991: si applica alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI o da una Federazione Sportiva Nazionale, alle associazioni senza scopo di lucro e alle pro-loco i cui proventi commerciali del precedente periodo di imposta non siano superiori ad euro 250.000,00. La possibilità di adottare tale regime consegue all' esercizio di apposita opzione da parte dell'ente, che è vincolante per cinque anni.
Qualora durante un esercizio si superasse il limite di euro 250.000,00 si applicherebbe il regime ordinario dal mese successivo all'avvenuto superamento.
Il regime della L. 398/1991 prevede alcune agevolazioni in materia di imposte dirette, ai fini IVA e ai fini della tenuta dei libri contabili.

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