Studio Lomonaco

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Il Trust

accordo per trasferire la proprietà di beni e di diritti a terzi

Il trust è un istituto tipico del sistema giuridico anglosassone di common law in base al quale il soggetto che costituisce il trust -settlor of the trust- decide che alcuni beni vengano amministrati da uno o più soggetti terzi -trustee- nell'interesse di uno o più soggetti -beneficiary -.
Nel diritto inglese il trust è utilizzato in molti ambiti, quali il diritto societario, diritto successorio, tutela dei soggetti incapaci.
Attraverso questo istituto la disposizione e gestione dei beni è trasferita dal settlor, ossia l'originario proprietario dei beni oggetto del trust, ad un soggetto fiduciario, iltrustee che, pur avendo le facoltà tipiche della condizione di proprietario, è vincolato da un rapporto di fiducia che gli impone di amministrare i beni con diligenza a beneficio di un altro soggetto, il beneficiary.
I beni disposti in trust, uscendo dalla massa patrimoniale del disponente, non possono essere soggetti alla pretese dei suoi creditori personali.
Il trustee ha poteri di amministrazione e di disposizione sui beni, tanto che può venderli e locarli anche senza l'autorizzazione del settlor, ma non entrano a far parte del suo patrimonio e le sue prerogative sono comunque limitate dall'atto di costituzione del trust.
Il beneficiary, secondo l'impostazione inglese, non ha alcun diritto sui beni oggetto di trust ma solo un interesse che gli viene garantito ed il potere di pretendere l'esecuzione delle obbligazioni da parte del trustee. Il trust, generalmente, è concepito come temporaneo.
In Italia il trust è stato riconosciuto con la L. 364/1989 che ha recepito i contenuti della Convenzione dell'Aja del 1985; non esistendo una normativa specifica che lo regoli, l'istituto del trust è disciplinato in base al rinvio, disposto dalla Convenzione, alle norme straniere di riferimento.


Il trust senza fini di lucro
Una particolare tipologia di trust prevista dal sistema inglese è il charitable trust che è inquadrabile nella fattispecie dei purpose trusts, ossia i trusts di scopo.

Poiché lo scopo tipico del trust è l'interesse dei beneficiari, il purpose trust è problematico in quanto consiste in un patrimonio destinato ad uno scopo in manca un determinato soggetto beneficiario che possa rivendicarne l'adempimento da parte deltrustee.
Una eccezione ad una simile impostazione è rappresentata dal charitable trust,costituito per perseguire un beneficio per la generalità dei soggetti e non per un numero determinato e limitato di persone come nel trust ordinario. In tal caso, i diritti che nel trust ordinario appartengono al beneficiario, sono esercitati dalla Corona.

Nel charitable trust i beni devono essere destinati ad uno scopo caritatevole: è sufficiente che l'intento sia caritatevole, secondo i parametri della giurisprudenza, senza che vi sia necessità di documentare la concreta realizzabilità dello scopo prefissato; non è quindi richiesto che gli oggetti del trust debbano essere certi, come per le altre tipologie di trust.
A differenza del trust ordinario che generalmente è a tempo determinato, il charitable trust non è soggetto ad alcun limite temporale, può essere anche perpetuo.

Tale categoria di trust beneficia altresì di diverse agevolazioni fiscali nel sistema britannico: esenzione dalle imposte sul reddito, facilitazioni fiscali fiscali per chi periodicamente effettua versamenti ad un charitable trust, esenzione da imposte di successione.

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