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Studio Tributario Legale Commerciale

Erogazioni liberali enti del terzo settore

Feb 26, 2018

Il Codice del Terzo settore ha riformulato la disciplina delle erogazioni liberali effettuate a favore degli Enti del Terzo settore, di natura non commerciale, comprese le cooperative sociali ed escluse le imprese sociali costituite in forma societaria; la nuova normativa è contenuta nell’art. 83 “detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali” D.Lgs 117/2017 e in via transitoria, ovvero fino a completa attuazione della riforma del terzo settore, è applicabile dal 1 gennaio 2018 alle onlus, alle associazioni di volontariato e di promozione sociale iscritte nei rispettivi registri.

Le erogazioni liberali possono essere effettuate sia in denaro che in natura; la detrazione per le erogazioni in denaro è consentita a condizione che il versamento sia eseguito per tramite banche o uffici postali ovvero attraverso metodi di pagamento tracciabili; per le erogazioni in natura occorre attendere l’emanazione di un apposito decreto da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e finanze che individui le tipologia di beni che danno diritto alla detrazione e deduzione nonché la loro valorizzazione.

Le persone fisiche possono detrarre dall’imposta lorda il 30% delle erogazioni liberali in denaro e in natura per un importo complessivo annuale di € 30.000; la percentuale è elevata al 35% dell’erogazione se effettuata ad organizzazioni di volontariato.

Le persona fisiche, gli enti e le società possono dedurre dal reddito complessivo netto le liberalità in denaro o in natura nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato; qualora la deduzione fosse superiore al reddito complessivo netto dichiarato, l’eccedenza può essere dedotta nei quattro periodi d’imposta successivi.

I soci delle società di mutuo soccorso, che operano nei settori di cui all’ art. 1 L 3818/1886, possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% dei contributi associativi versati per un importo superiore a € 1.300 al fine di assicurare ai soci un sussidio nei casi di malattia, impotenza dal lavoro o di vecchiaia, ovvero in caso di decesso, un aiuto alle loro famiglie.

Le detrazione e deduzioni si applicano a condizione che l’ente dichiari la propria natura non commerciale al momento della iscrizione nel Registro unico del terzo settore e che le liberalità ricevute siano utilizzate per lo svolgimento dell’attività statutaria, ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche solidaristiche e di utilità sociale.

La perdita della natura non commerciale deve essere comunicata dal rappresentate legale dell’ente al Registro Unico entro 30 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta in cui si è verificata. In caso di mancato tempestivo invio della comunicazione il rappresentante legale è punito con la sanzione amministrativa da € 500 a € 5.000.

In merito, la relazione illustrativa al decreto osserva che è onere del soggetto erogante, in via preventiva rispetto alla fruizione della detrazione o deduzione, di verificare presso il suddetto Registro se l’ente beneficiario abbia prodotto la citata dichiarazione o acquisire da quest’ultimo un’attestazione in tal senso.

I soggetti che effettuano le suddette erogazioni liberali non possono cumulare la deducibilità e la detraibilità con altre agevolazioni fiscali previste a titolo di deduzione o detrazione dì imposta da altre disposizioni di legge a fronte delle medesime erogazioni.

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